Sto per raccontarvi, o meglio cerco di raccontarvi, una serata indimenticabile, un concerto tra i migliori che abbia mai visto. Ripeto: cerco di raccontare, perchè quello che è rimasto scolpito nella mia mente non è facile da descrivere a parole.
I tre lavori dei Fantômas in studio sono qualcosa di straordinario, ma dal vivo, ve lo posso assicurare, questo gruppo è ancora più coinvolgente ed entusiasmante. Sono decisamente una band live, d'altronde basta leggere i nomi dei componenti per capire il perchè...
Ma partiamo dall'inizio, ovvero dai Guapo, gruppo inglese di spalla e piacevole sorpresa della serata. La band (il chitarrista-bassista Matt Thompson, il batterista Dave Smith, il tastierista Daniel O'Sullivan più un altro tastierista ospite) presenta un suono molto originale, espresso in lunghe suite. A farla da padrone è il batterista, potente e tecnicamente preparato. I presenti sottolineano con grandi applausi ogni pezzo della band, anche se, dopo circa mezz'ora, una buona parte del pubblico pur sottolineando la bravura del gruppo, comincia ad invocare Patton e soci. La fine dell'esibizione dei Guapo è stata sottolineata da un misto di applausi sinceri (ovvero di coloro che realmente hanno apprezzato la band, come il sottoscritto) e di applausi di fans che gioivano perchè finalmente stava arrivando l'ora dei Fantômas.
Dopo qualche minuto d'attesa, sul palco, a luci spente, si intravede la figura di Mike (ingelatinatissimo come sempre) intento a sistemare le sue tastiere e tutti i suoi congegni elettronici: il pubblico comincia ad intonare cori a suo favore. Finalmente, dopo un altro periodo d'attesa, entra sul palco la band accompagnata da un boato. Mike si posiziona a destra del palco, Dave Lombardo a sinistra (di profilo rispetto al pubblico), al centro ci sono "King Buzzo" (più a sinistra) e Trevor Dunn (più a destra).
Mike inizia intonando, con una sorta di diamonica, le prime note di "The Godfather", il pubblico - compreso il sottoscritto - è in delirio. Da qui in poi, dovete scusarmi, ma non riesco più a trovare le parole per descrivere questa ora di bombardamento sonoro, della quale ciò che più mi ha impressionato è stata la potenza e la tecnica di Dave Lombardo, il quale posizionatosi di profilo rispetto al pubblico (che così ha potuto apprezzare al meglio la sua esibizione), ha dato vita ad una performance incredibile (in alcuni punti non si capiva quante braccia avesse), condita da diversi strumenti che ampliavano a dismisura i suoni della sua batteria: un enorme gong alle sue spalle, delle maracas e altri oggetti non identificati.
Mike Patton, non è stato da meno, osservandolo dal vivo mi sono reso conto di quanto sia riduttivo definirlo "cantante". Mike è qualcosa di più, sembrava più che altro un direttore d'orchestra viste le gesta con cui dirigeva e coordinava gli altri tre; non stava mai fermo un secondo, si muoveva in continuazione, saltava e si sbracciava su e giù per il palco.
Da sottolineare ovviamente anche i maestosi riff di Buzz Osborne e i giri di basso eseguiti con stupefacente disinvoltura da Trevor Dunn.
Per quanto riguarda i pezzi, sono stati eseguiti per lo più brani dai primi due album, ma anche alcuni estratti di Delirium Cordia e forse qualche cover che non ho riconosciuto.
Davvero divertenti sono stati anche i monologhi di Patton, il quale, se non avesse fatto il cantante, probabilmente sarebbe stato un cabarettista. Ad un certo punto, con il suo strano italiano, ci ha fatto cantare "Siamo noi, siamo noi, i campioni dell'Italia siamo noi...". Ma ciò che più mi ha divertito è stato il modo in cui ha presentato la band, queste - più o meno - le sue parole, espresse in una sorta di dialetto romanesco con accento californiano: "Questo qua se chiama Lombardo, ma invece è cubano; quest'altro qua (indicando Buzzo), c'ha i capelli come il clown de Fellini, ma dentro, nell'anima, è un "merdallaro" come voi, se chiama Buzz Osborne (e Lombardo piegato in due sulla batteria a ridere come un pazzo); questo è Trevor Dunne (pronunciato così come lo leggete: d-u-n-n-e), lo abbiamo trovato dentro un campo de zingari qua' fuori".
Anche questo è Mike Patton...
Insomma ragazzi una serata incredibile, quasi surreale; un concerto straordinario costato - pensate - soltanto 6 euro.
Voto: 10/10.